La dispersione (della lista SAN MARCO BENE COMUNE)
di Raffaele FINO
Ermanno Rea, (scrittore napoletano autore, tra l’altro, dello splendido Mistero napoletano), ne La dismissione racconta dello smantellamento della più grande acciaieria di Napoli, l’Ilva di Bagnoli, Smontata e portata in Cina, segnò la fine di una storia durata un secolo.
A La Dismissione ho pensato qualche giorno fa a proposito della lista “San Marco Bene Comune” che si è presentata alle ultime elezioni comunali e che ha eletto due consiglieri: il candidato sindaco, Tiziano Paragone, e Michele Augello.
Una lista fatta di gente che partecipò con entusiasmo alle riunioni preparatorie del programma elettorale. Un programma dibattuto, corretto più volte alla luce delle osservazioni che si facevano e per nulla calato dall’alto. Gente che voleva continuare ad impegnarsi, a dare il proprio contributo relativamente alle varie problematiche presenti a San Marco interfacciandosi con i consiglieri eletti.
Invece, dopo alcuni timidi tentativi di continuare a tenere in vita il gruppo, lo si è di fatto smantellato, dismesso…disperso abdicando, in pratica, a quel ruolo di sano confronto costruttivo, basato non solo sulla presenza dei consiglieri, ma anche sulla partecipazione di tutti i candidati, e simpatizzanti, della lista. Un ruolo, insomma, di crescita della partecipazione che avrebbe avuto la finalità di correggere e migliorare le proposte dell’Amministrazione in carica e di presentarne delle proprie. Infatti, un’opposizione vigile, attenta, critica e, al contempo, costruttiva non può che arrecare del bene alla nostra cittadina.
Partecipazione. Tutti ne parlano. Non tutti la praticano. Bandiera delle forze democratiche e soprattutto della sinistra, quando, poi, si giunge al potere nei vari enti, viene continuamente attaccata con provvedimenti che limitano o precludono, a parte delle forze politiche, l’agibilità di strutture, come per esempio un auditorium. Oppure limitando il tempo degli interventi dei consiglieri alla farsa di pochi minuti. Senza contare il fatto che molti provvedimenti importanti, come quelli previsti dal PNRR, non sono preceduti dal momento dell’ascolto che il PNRR prevede come obbligatorio.
Ma in definitiva e più semplicemente, ignorando i cittadini, la partecipazione viene a sua volta ignorata.
Senza partecipazione rischiano di finire nel dimenticatoio, (oppure di emergere solo come interventi-selfie o medagliette di stagno momentanee che lasciano il tempo che trovano), tematiche importanti quali la situazione finanziaria, la raccolta differenziata, la sicurezza idrogeologica, lo stato degli archivi e della biblioteca, il verde pubblico, lo stato di Borgo Celano, la 167 Santa Rita (oltre cinquant’anni e ancora non viene chiusa, nonostante le sentenze di merito!!!), lo spopolamento, la crisi delle attività produttive, la verifica del PUG, le politiche sociali, ecc.
Senza partecipazione e ascolto, molte scelte si rivelano inutili, soprattutto se si guarda alla realtà del nostro paese e alla prospettiva di un futuro sempre più nero, che poche opere pubbliche non renderanno più roseo.
La situazione del paese è talmente grave che richiede uno sforzo e un impegno non comune e una presenza costante sulle varie tematiche sia da parte dei consiglieri di maggioranza che di minoranza. E se la maggioranza del momento al governo non chiama alla partecipazione, allora diventa importante il ruolo della minoranza che può coinvolgere i cittadini relativamente ai problemi più importanti.
Molti diranno che la partecipazione è legata alla vecchia politica. Sbagliano. Perché senza partecipazione non c’è democrazia. Non c’è, per dirla con un grande cantautore, libertà.
Allora, impegniamoci e partecipiamo!